
di Gloria Patricia Taylor
Chi è e cosa fa l'Export Manager
Ogni azienda ha i propri confini di mercato, uno spazio in cui commercialmente opera. L'Export Manager è la persona che aiuta l'azienda a uscire da questi confini e farsi conoscere nel mondo. Non è solo quello che organizza le spedizioni, ma è un vero stratega dell'espansione internazionale: studia i mercati esteri, cerca nuove opportunità e lavora per far crescere il business dell'azienda fuori dall'Italia.
Le responsabilità principali dell'Export Manager
Il suo primo compito è capire dove e come vendere:
- trova nuovi mercati interessanti;
- analizza i bisogni dei clienti stranieri e crea rapporti solidi con loro.
Poi deve seguire tutto il processo di esportazione: dall'ordine alla spedizione, fino alla consegna finale. Si interfaccia con fornitori, spedizionieri e clienti, facendo in modo che i prodotti arrivino senza intoppi e che chi compra sia soddisfatto.
Un buon Export Manager è una specie di direttore d'orchestra: coordina tutti, controlla i tempi e risolve problemi al volo.
Lavoro di squadra: Export, Marketing e Finanza
Non lavora da solo. Collabora strettissimo con il reparto marketing, che lo aiuta a comunicare e a promuovere i prodotti nei nuovi mercati, e con l'ufficio finanziario, che calcola costi, ricavi e margini. Insieme creano strategie per far entrare l'azienda in nuovi Paesi senza rischiare troppo e cercando sempre il massimo risultato.
Ma in pratica cosa fa un Export Manager?
Ad esempio, grazie al lavoro dell'Export Manager, un'azienda italiana con mercato solo in Europa, potrebbe accedere a canali in Asia e Sud America, aumentando i guadagni e facendosi conoscere come marchio internazionale.
Un Export Manager nel settore alimentare ad esempio, nella pratica deve:
- Studiare i mercati: capire quali Paesi hanno interesse per i prodotti italiani, quali regole sanitarie bisogna rispettare e che tipo di concorrenza c'è.
- Gestire la logistica speciale: organizzare trasporti refrigerati o congelati, parlare con compagnie di spedizione e assicurarsi che il prodotto arrivi fresco e perfetto.
- Creare relazioni: partecipare a fiere internazionali, cercare distributori affidabili, costruire reti di contatti solidi.
- Curare la burocrazia: raccogliere tutta la documentazione necessaria (certificati sanitari, doganali, dichiarazioni di origine).
- Monitorare i risultati: studiare dati di vendita e feedback dei clienti per migliorare continuamente la strategia.
Qui non basta essere bravi venditori: serve tanta precisione, conoscenza delle leggi e capacità di problem solving.
Conoscere la lingua inglese: non un optional, ma un must
Non si scappa: senza inglese, niente export. L'Export Manager deve saper parlare e scrivere in inglese fluentemente, sia in versione tecnica (contratti, documenti doganali, certificazioni) sia in versione più colloquiale (riunioni, fiere, trattative).
Quasi tutte le pratiche di esportazione sono in inglese, quindi se non lo conosci bene, sei fuori gioco.
L'Export Manager italiano: portare il Made in Italy nel mondo
L'Export Manager è un professionista multitasking: un mix tra commerciale, stratega e problem solver. Grazie a lui le aziende italiane possono crescere oltre i confini nazionali, portando il Made in Italy nel mondo.
Articolo originariamente pubblicato su Buzzy English PRO.




