Buzzy English: British English vs American English
Pubblicato il in L'inglese parlato
A cura di

British English vs American English

Ho posato la tazza di tè, con cui mi stavo riscaldando in questa gelida mattina di sole di fine inverno, e stavo per iniziare a scrivere questo articolo. Poi mi sono fermato un attimo. Avevo già le dita sulla tastiera ma volevo prima capire qual è il punto e qual è l'utilità del punto di vista che stiamo per presentare. E l'utilit per Buzzy English deve essere un'utilità pratica, reale.

Nella scuola dell'obbligo italiano si insegna l'inglese britannico. E spesso lo studente si scontra con forme grammaticali, vocaboli e pronuncia che che sembrano quasi in contraddizione con l'inglese di cui si fa esperienza fuori, per strada o grazie alla televisione e la musica.

Due facce della stessa medaglia

L'inglese americano è l'inglese britannico. Una affermazione un po' forte per alcuni puristi della lingua. Nel Nord America grazie a un nostro compaesano che pensava di andare da tutta altra parte, siamo arrivati noi europei, e in particolare i coloni inglesi che hanno portato la lingua inglese. E la lingua inglese, per la sua immediatezza e snellezza grammaticale è diventata la lingua con cui si comunicava.

Quindi l'americano è l'inglese che si è adattato all'esigenza pratica di un paese in grande crescita ed evoluzione come i territori che poi diventeranno gli Stati Uniti d'America.

E questo è l'inglese americano, è l'inglese che lascia le pagine dei libri e diventa pratico, veloce, facile da pronunciare, meno elitario e meno macchinoso.

Si scrive British, si canta American

Sì, i cantanti inglesi, in fondo, cantano in americano. Dai Beatles in poi! Perché se accogliete il nostro punto di vista, quello che chiamiamo americano è è semplicemente l'inglese che si velocizza, si semplifica e diventa per tutti. Lo stesso slang spesso non è altro che inflessioni abbastanza spontanee.
E lo stesso vale per l'inglese irlandese, una volta cantato assomiglia anch'esso all'americano.

E un oceano in mezzo...

Certo, poi l'inglese parlato nelle lontane terre del Nord America , come quello parlato in Oceania, ha sviluppato tratti distintivi, inevitabilmente. Ma mai così forti netti da diventare una lingua diversa, almeno dal nostro punto di vista. La principale caratteristica dell'inglese americano è la sua dimensione del parlato e della sua praticità, mentre l'inglese britannico ha mantenuto una più spiccata formalità.

I shall, I shan't

La forma I shall e la sua forma negativa contratta I shan't difficilmente la ritroviamo nell'inglese americano m in generale nell'inglese parlato se non in contesti particolarmente intellettuali e formali.

Molto più comune l'uso di I will e I won't per costruire la forma futura del discorso.

Have oppure Have got?

Sull'argomento abbiamo dedicato l'articolo Have vs Have got, mistero misterioso che vi invitiamo a leggere.

Lo slang, naturale distorsione della lingua nel parlato

Sempre nella solita logica, in particolare nel cantato veloce la forma going to diventa spesso gonna, così come got to o have got to diventa spesso gotta, naturale distorsione.

I am going to go now, I am late!oppure Gonna go now, I'm late!, vado (devo andare) ora, sono in ritardo.

I have to go now, I am late!oppure Gotta go now, I'm late!, devo andare ora, sono in ritardo.

Viva l'inglese!

Per concludere è la pratica di tutti i giorni che a noi ci appassiona, non le disquisizioni da salotto.

Insomma, viva l'inglese! Britannico o americano che sia. Perché sempre inglese è!