Buzzy English: Usiamo i 5 sensi (anzi 6) per insegnare l'inglese ai bambini
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Usiamo i 5 sensi (anzi 6) per insegnare l'inglese ai bambini

Sì, il titolo non è una provocazione. Usiamo i cinque sensi per imparare l'inglese. Meglio ancora, avviciniamo l'inglese ai bambini coinvolgendo i loro cinque sensi, così che il bambino possa vedere e leggere (vista), udire (udito), pronunciare (gusto), toccare (tatto) e, perché no, odorare le parole e le frasi della lingua inglese. Una follia? davvero? Non è forse follia cercare di imparare qualcosa senza farne esperienza? Vuoi che il tuo bambino impari e ricordi la parola book? Chiedigli di andare a prendere un libro (non glielo portare te, deve fare lui l'azione), faglielo sfogliare, fagli sentire l'odore della carta. Vuoi che il tuo bambino impari e ricordi la parola flower? ora che è quasi primavera, portalo in un prato e fagli toccare un fiore e sentirne il profumo, la mente registra quel fiore in diversi compartimenti cerebrali, quelli deputati alla vista, alla sensazione del tatto, all'odore. Vuoi che il tuo bambino impari e ricordi la parola roasted chicken? Cucina un irresistibile pollo arrosto!

A scuola penso che dovrebbero insegnare la lingua inglese trasversalmente e non isolando la lingua inglese in una lezione di cinquanta minuti un paio di volte la settimana, dentro un'aula di classe. La lingua straniera non soltanto non può essere insegnata come la matematica, ma neanche come l'italiano! Nell'aula possiamo insegnare la grammatica inglese, ma non il vocabolario. Sì, penso quello che dico, i bambini della scuola elementare potrebbero imparare l'inglese anche a mensa! Anzi, dovrebbero!

L'argomento dell'apprendimento della lingua inglese attraverso il coinvolgimento dei cinque sensi è già stato affrontato nell'articolo Ripetizione, sinergia e sinestesia. I fondamenti dell'apprendimento del bambino, in cui vediamo come funziona la nostra memoria e come si forma il ricordo alla base dell'apprendimento. Un lungo articolo che rappresente una necessaria premessa alle affermazioni che ho appena fatto.

Avremo sicuramente occasione di tornare sull'argomento Ora però passiamo a guardare come si chiamano in inglese i nostri 5 sensi.

Sight, la vista

Sight, la vista, un senso molto importante che utilizziamo per vedere e per leggere. Vedere e leggere sono consequenziali. Infatti la lettura non è una capacità innata bensì una conoscenza acquisita.
COme sapere ho insegnato per molti anni comunicazione visiva. Per insegnare la teoria dei caratteri tipografici (typography) spiegavo che le lettere sono in realtà forme. Non a caso per disegnarle usiamo gli elementi di base della geometria, cerci, linee, linee curve. La lettera tipografica in inglese non a caso si chiama letter form, "forma di lettera", proprio perché la lettera è un piccolo disegno a cui convenzionalmente attribuiamo un valore fonetico. Un insieme di lettere diventano la rappresentazione scritta di una parola pronunciabile.
Ah, altro argomento affascinante, prendo nota, ne parleremo in futuro in altro articolo!

Dunque, con la vista riconosciamo le cose e le parole. Questa informazione visiva che l'occhio coglie viene processata dal cervello che, utilizzando categorie e richiami (ricordi) vengono riconosciute come oggetti o,appunto, lettere, parole, frasi. Tutto si riallaccia, quanto abbiamo detto a proposito della memoria e dei sensi.

Smell, l'olfatto

Smell, l'olfatto, un senso tanto importante quanto sottovalutato. L'olfatto è sicuramente uno dei sensi in cui noi umani siamo più deboli rispetto al resto dei mammiferi. Proprio così, gatti e cani ad esempio utilizzano l'olfatto per conoscere la realtà al pari della vista. C'è anche quel modo di dire "fiutare un pericolo", no?

La cosa buffa è che anche noi abbiamo un olfatto molto sviluppato, se pensate che il neonato ancora non vede ma riconosce la mamma proprio dall'odore. Poi abbiamo affermato il primato della ragione sui sensi e... abbiamo disimparato a conoscere la realtà con tutti i nostri sensi! proprio così. Fondamentale riappropriarsi di questo senso per facilitare la memorizzazione di parole che descrivono cose che possono esprimere anche un profumo. Ricorda, quante più aree del cervello attivo al momento della memorizzazione tanta maggiore ripetizione, sinergia e sinestesia accade e aiuta la memoria.

Taste, il gusto

Taste, il gusto. Non ti racconto niente di nuovo se ti dico che il bambino piccolo mette i giocattoli nuovi in bocca. Il bambino conosce la realtà proprio"assaggiandola". Poi il bambino diventa adulto e per forma non usiamo più il "gusto" come strumento di conoscenza. D'accordo, non è perfettamente igienico assaggiare le cose per conoscerle, ma dovremmo educare il gusto. Se pensate alle degustazioni di olio, vino, caffè, tè matcha e altro, quanti dettagli possiamo cogliere col gusto! Posso parlarti ad esempio di vino sangiovese, cabernet, canaiolo e altri, ma soltanto assaggiandoli in una degustazione, diventeranno parte dei tuoi ricordi e facili da memorizzare. E la degustazione, indovinate, prima che col gusto, inizia proprio dall'olfatto!
Quindi, assaggiamo l'inglese!

La parola taste indica inoltre il gusto come "sapore" come nella frase this yogurt has a bad taste, I believe it went bad! (questo yogurt ha un cattivo sapore, penso sia andato a male!).
Ha anche il valore di gusto stilistico, coe nella frase when you choose your dresses, you really don't have taste! (quando scegli i vestiti, proprio non hai gusto (stile)!).
Infine può significare anche "assaggio", have a taste (fai un assaggio).

Touch, il tatto

Touch, il tatto, un senso che viene diminuito proprio dalla predominanza della vista, ma se provate a chiudere gli occhi, improvvisamente il tatto, come anche l'udito, si raffina e diventa molto più sensibile. provare per credere! Portare il tatto a scuola è forse il passaggio più facile eppure, di nuovo, nelle aule di scuola spesso ci sono solo libri da toccare!
Una delle mie lezioni di comunicazione visiva riguarda la carta e, dopo averne illustrato le caratteristiche, facevo girare per la classe dei campionari di carta per avvertirne la ruvidezza, lo spessore, la rigidità, la consistenza. Quando a fine anno facevo fare un test scritto agli studenti, l'argomento "carta" (in inglese paper) era uno di quelli che veniva ricordato meglio, proprio perché era uno di quelli di cui lo studente faceva esperienza sensoriale.
Ricordo anche che l'insegnante di disegno a mano libera (in inglese sketching) chiedeva agli studenti di toccare un oggetto dentro una scatola senza vederlo e poi disegnarlo, proprio per far vedere allo studente l'importanza di conoscere la realtà anche con il tatto.
Dal momento che l'ho menzionato, mi fa piacere indicare equi il sito web dello studio del mio amico e collega: Studio d'Arte Toscanella.

La parola Touch non indica solo il nostro senso, ma anche in senso figurato "avere tatto" come sensibilità, e "contatto" come nelle frasi to get in touch with someone (mettersi in contatto con qualcuno), to stay in touch with someone (rimanere in contatto con qualcuno), to lose touch with someone (perdersi di vista). Infine assume anche il significato di "un tocco", un pizzico come piccola quantità come nella frase to add a touch of salt (aggiungere un pizzico di sale).

Hearing, l'udito

Hearing, l'udito, insieme alla vista i sensi stimolati dal "normale" insegnamento. Leggere sulle pagine di un libro, sentire le parole dell'insegnante. Voglio solo aggiungere l'importanza del tono della voce che porta altrettanto contenuto quanto il valore semantico delle parole pronunciate.

hearing significa anche "ascolto" e, in senso giuridico, "udienza".

Intuition, intuito, il nostro "sesto senso"

Concludiamo con il così detto sesto senso, the 6th sense. Perché in fondo esiste anche un istinto, l'intuito con il quale, grazie agli altri cinque sensi, riusciamo a comprendere a fondo la realtà. E in particolare nell'ascolto di una lingua straniera, anche l'intuito fa la sua parte.



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