Pubblicato il in Smart schooling
A cura di

Imparare per non dover recuperare

La verità è semplice. A scuola l'inglese viene insegnato più come una materia nozionistica che per quello che è, una lingua viva che ci permette di vivere in un mondo più ampio e con meno confini. Eppure si continua a insegnare l'inglese... in italiano. A studiare l'inglese come una traduzione dell'italiano. E ogni volta si perde una grande occasione e al tempo stesso si crea un problema.

Purtroppo è così, se si studia l'inglese come fosse la matematica, come un insieme di regole ed un grande sforzo di memoria, si imparano le regole ma non la lingua. La lingua parlata, la lingua ascoltata, la lingua che esprime emozioni e che può essere solo un atto spontaneo e naturale.

Recuperare i debiti scolastici in inglese

La nostra esperienza nasce proprio all'interno delle istituzioni scolastiche. Abbiamo colto i limiti dell'insegnamento in Italia che porta - quasi inevitabilmente - a studiare l'inglese con difficoltà, come fosse una materia statica come la matematica. E da qui il paradosso tutto italiano di ragazzi che, pur studiando, hanno insufficienze in inglese. Oppure, ancora più comune, hanno voti alti nella materia inglese ma non conoscono veramente la lingua.

Temo che di fronte a una insufficienza in pagella, molti genitori ricorrano a ripetizioni che tamponino il momento, preparino semplicemente lo studente a rispondere correttamente a un test o un esame, senza in alcun modo avvicinare finalmente lo studente alla lingua e insegnargliela una volta per tutte, in modo che non si debba più recuperare alcun debito, che non si debba più incorrere in insufficienze.

Inglese in pagella... no problem!

Insomma, se non si vuole trascorrere anni di ripetizioni di inglese ogni volta che la pagella non sorride, serve insegnare l'inglese come una lingua e non come una materia nozionistica. Una volta per tutte, perché una volta imparata fa parte di te. Parlato, scritto, comprensione e anche la grammatica.

Una storia di vita, la mia

Spero di non annoiarvi, ma sto per raccontarvi una esperienza di vita, la mia. Ai miei tempi (secolo scorso), l'inglese era introdotto alle scuole medie. A me piaceva la musica, forse per il fascino di quei pochi dischi che avevamo (Elvis, Platters) che giravano su un giradischi di altri tempi. O forse per quella chitarra classica che mi era stata regalata per il mio dodicesimo compleanno. Fatto è che la musica è entrata nella mia vita e con essa la lingua inglese, quell'insieme di suoni melodici che non riuscivo a distinguere. Mi piacevano le melodie ma non capivo le parole. Al massimo i titoli delle canzoni.

Quando ho iniziato a studiare inglese a scuola, l'ho fatto con bramosia, per voglia di impararlo veramente e finalmente capire le canzoni che ascoltavo e magari scriverne qualcuna. Eppure, in tutta onesta, studiare inglese a scuola non mi ha aiutato ad ascoltarlo e parlarlo. Facevo i compiti. Prendevo voti alti. Mi impegnavo. E così a continuare per i 3 anni delle scuole medie inferiori e i 5 lunghi anni delle scuole medie superiori, il liceo scientifico. Ma il parlato inglese rimaneva un mistero un insieme di suoni che non riuscivo a distinguere

Perché? Cosa non ha funzionato? Gli insegnanti che insegnano italiano in inglese, innanzitutto. Se vi domandate se sia possible insegnare l'inglese in inglese... metteteci alla prova perché noi facciamo proprio così a Buzzy English. D'altronde, da neonati abbiamo imparato l'italiano in italiano non certo in una lingua neonatese.
Poi i libri, che spiegavano sempre in italiano la lingua come una somma di regole.
L'assenza di ascolto se non per rari minuti.

La parte di inglese utile, il vocabolario, la costruzione delle frasi li ho lentamente acquisiti proprio grazie ai testi delle canzoni che ascoltavo. Fino a un certo punto. Poi soltanto incontrare e frequentare ragazzi madrelingua mi ha permesso, quasi senza accorgermene, di entrare veramente in contatto con la lingua inglese e - finalmente - nell'arco di poco tempo, iniziare a capire e a parlare. Avevo 19 anni. Peccato, perché da ragazzini si ha un orecchio molto più recettivo di quello che potevo avere passata la maggiore età.

Se impari l'inglese, non lo devi più recuperare

Concludendo, in giorni in cui si guardano le pagelle del primo quadrimestre, spero che l'insufficienza in inglese diventi una opportunità, quella di trovare il modo non tanto di recuperare il voto, ma di imparare la lingua inglese davvero. Per non avere più problemi di pagelle tristi (almeno per quanto riguarda la lingua inglese...) e per ritrovarsi con uno straordinario strumento di comunicazione che apre porte meravigliose.

Se è facile, il bambino impara
Pubblicato il in Smart schooling
Se è facile, il bambino impara

Lo diceva il filosofo e matematico Cartesio, i problemi complessi sono un puzzle di problemi semplici. Insegnare ai bambini usando la semplicità è vincente >>